CONFARTIGIANATO BOCCIA LO SCIOPERO DEGLI OMBRELLONI PER LE CONCESSIONI DEMANIALI MA RILANCIA L'APPELLO PER DARE UN FUTURO ALLE IMPRESE BALNEARI
“Abbiamo bisogno di risposte chiare e concrete. Subito. Le nostre imprese hanno investito in questi anni in infrastrutture ed attrezzature per rendere i servizi più innovativi e al passo coi tempi e hanno bisogno di sapere se potranno continuare a lavorare dando ospitalità a milioni di vacanzieri, e soprattutto se ha senso continuare a impegnare risorse economiche per rendere più competitivi e appetibili ai turisti qualità e servizi”. A chiederlo con vigore è Franco Zane, imprenditore di Caorle della Confartigianato Imprese Veneto Orientale e presidente del neo costituito Gruppo di Mestiere Imprese Demaniali di Confartigianato Imprese Veneto, che lancia il suo appello anche all'intera categoria, di allearsi e fare massa critica in questo delicato momento per rendere più incisivo l'appello sulla rovente questione balneare. Categoria che nelle oltre 600 concessioni demaniali in Veneto interessa circa 3.400 imprese che tra loro annoverano anche chi ha mini-concessioni come pontili, pali per legare le barche, capanni in laguna, chioschi e campeggi, mentre lungo il litorale se ne contano circa 370, la metà delle quali nel veneziano. “Bene che Confartigianato Imprese a livello nazionale stia spingendo con il Governo affinché venga fatta chiarezza sulla disciplina del settore, che oggi è nel caos a causa delle contrastanti pronunce degli organi giurisdizionali nazionali ed europei. Dal canto nostro – prosegue Zane – la costituzione del nuovo gruppo di mestiere che raccoglie gli operatori del settore associati a Confartigianato Imprese Veneto nasce per dare un segnale di grande attenzione e volontà di far sentire la voce degli operatori soprattutto a livello regionale e locale, dandogli un peso politico-associativo maggiore, per supportare l’attività di Confartigianato a livello nazionale ”. Il paradosso, infatti, è che la tipicità costiera italiana, unica in Europa nel suo genere per ampiezza e tipologia organizzativa, verrebbe gestita con misure europee che magari vanno bene in tante altre parti del Ue, ma qui vanno gestite in maniera diversa, “Proprio per la loro specificità” precisa Zane. “Sulla questione abbiamo coinvolto anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – aggiunge il Presidente di Confartigianato Imprese Demaniali nazionale Mauro Vanni – che si è resa disponibile ad un confronto per individuare criteri univoci attraverso i quali rendere possibile il rinnovo della concessioni balneari ”. “In provincia di Venezia stiamo parlando di oltre qualche centinaio di imprese – conclude Zane – che diventano 30 mila in tutta Italia, e che hanno una specificità e una storia lunga 60 anni. Il nostro modello organizzativo è stato preso ad esempio in tutta Europa ma adesso noi ci troviamo nel limbo, a dover attendere risposte per garantire stabilità per le nostre aziende e tutela per noi e per le migliaia di lavoratori impiegati in un settore strategico e fondamentale dell’economia italiana, il turismo”.
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