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Cella (alimentazione) "Settore alimentare artigiano. Firmato il rinnovo del CCRL. Sarà in vigore fino al 2028"

05 Febbraio 2026

Una buona notizia per gli oltre 3500 addetti al settore alimentare della nostra provincia e un'interessante prospettiva in più per giovani veneziani in cerca di occupazione è arrivata in questi giorni, con la sottoscrizione del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i dipendenti del settore alimentare artigiano, non artigiano fino a 15 dipendenti, del settore panificazione e delle altre attività ricomprese nella cornice di applicazione contrattuale. A vergare il documento che di fatto porterà a nuovi adeguamenti economici e una busta paga più pesante per gli addetti della categoria sono stati a fine gennaio la Confartigianato Imprese Veneto, CNA Veneto e Casartigiani Veneto e le Organizzazioni sindacali FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL regionali. “Nell’area metropolitana di Venezia – puntualizza Alessandro Cella, Presidente della Federazione Alimentazione della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia – questo rinnovo oggi interessa ben 3.554 dipendenti delle 823 imprese artigiane. Un comparto in salute anche se affronta un problema “immenso” che, forse, il rinnovo di questo contratto integrativo regionale potrà in parte aiutare a risolvere: il ricambio generazionale”. Un problema, quello evidenziato dal presidente Cella che rimane trasversale, ma è particolarmente sentito in questa categoria. “Ci sono i giovani che escono dalle scuole professionali di settore, ma quando arriva il momento di mettere a profitto gli studi e cominciare a intraprendere il lavoro, molti si dileguano. Eppure il nostro è un settore che dà grandi soddisfazioni professionali e rispetto a molti altri settori anche economiche, soprattutto se fatto a livello artigianale. Per questo -conclude Cella- questo rinnovo e l’introduzione del nuovo Premio di Risultato Veneto (PRV) confermano la volontà delle Parti di utilizzare la contrattazione regionale come strumento concreto per governare i cambiamenti del settore, sostenere la produttività e valorizzare il lavoro, rafforzando al contempo welfare e misure di supporto alle famiglie”. Il contratto, già operativo, decorre a partire dal 1° gennaio 2026 e avrà validità fino al 31 dicembre 2028, e rappresenta un passaggio pilota importante per rafforzare e aggiornare gli strumenti contrattuali regionali, in grado di accompagnare l’evoluzione del comparto, sostenendo al contempo la competitività delle imprese e le tutele per lavoratrici e lavoratori. Tra i contenuti di maggiore rilievo, le Parti hanno confermato e riorganizzato un impianto di misure che intervengono su organizzazione del lavoro, bilateralità, previdenza, welfare contrattuale e premialità, valorizzando il ruolo dell’Osservatorio regionale e della “Commissione bilaterale di categoria”, quali sedi di confronto e monitoraggio. Particolare attenzione è stata riservata alla dimensione sociale, con l’introduzione della “Banca ore solidale”, che consente di mettere a disposizione ferie e permessi a favore di lavoratori che si trovino in situazioni di necessità e assistenza, secondo le modalità previste dal CCRL. Nell’ambito della bilateralità, le Parti hanno inoltre concordato l’attivazione di una nuova prestazione EBAV D26 “Bollette energia dipendenti”, che prevede – a partire dall’anno di competenza 2026 – un contributo annuale pari a € 200 per i lavoratori con ISEE fino a € 23.000, a fronte di spese per energia elettrica o gas. Un ulteriore intervento significativo riguarda la previdenza complementare, tema sempre più centrale anche in ottica di tutela e stabilità futura. Per incentivare l’adesione dei lavoratori ai fondi negoziali dell’artigianato, il rinnovo conferma il contributo a carico delle imprese pari all’1,8% della retribuzione utile ai fini TFR per tutti i dipendenti già iscritti o che aderiranno successivamente alla previdenza complementare con il conferimento del TFR. Sono state inoltre rimodulate e rafforzate le prestazioni EBAV a favore di imprese e lavoratori in caso di adesione del dipendente alla previdenza complementare, con un sostegno economico ulteriormente incrementato per gli under 35. Sul piano economico, per l’annualità 2025 è previsto un intervento una tantum di welfare aziendale su base contrattuale, con importi fino a 340 euro annui a favore di tutti i lavoratori e lavoratrici dei settori coinvolti. Viene inoltre reso strutturale l’elemento retributivo regionale (ERT) e per il triennio 2026-2028 e viene introdotto il già ciato nuovo Premio di Risultato Veneto (PRV), legato a parametri oggettivi di produttività e andamento aziendale, che potrà beneficiare della detassazione prevista dalla normativa vigente e che sarà erogato in tre tranche: 350 euro nel 2027, 370 euro nel 2028 e 390 euro nel 2029, con la possibilità da parte dei lavoratori di convertirlo in welfare, usufruendo di un incremento aggiuntivo in più.

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