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Il gasolio alle stelle spegne i motori dei camion. La fiammata nei prezzi del carburante è insostenibile: incide sui costi d’esercizio oltre l’85%.

11 Marzo 2026

La speculazione sui carburanti manda in allarme sempre più rosso gli autotrasportatori nell’area metropolitana, dove operano 1.729 imprese artigiane che danno lavoro a quasi 3.000 addetti. “Con il prezzo del carburante lievitato oltre i 2 euro, i costi di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi, con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non lavorare in perdita”. A fotografare l'enorme difficoltà con cui si stanno impattando le imprese del trasporto merci nella nostra provincia è la Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia, che evidenziano come gli incrementi del gasolio registrati dall’inizio del conflitto in Iran stiano incidendo in modo sempre più pesante sulla sostenibilità economica delle imprese che fanno trasporto. “Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell’autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali, incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta - spiega Nazzareno Ortoncelli, Presidente della Federazione Trasporti della Confartigianato Imprese Città Metropolitana - quindi basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante. L’aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi – prosegue - rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull’intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo. Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto - sottolinea il Presidente - pur sapendo che, sebbene sia prevista obbligatoriamente per legge, non di rado viene disattesa soprattutto nei contratti non scritti. In tal caso occorre fare riferimento ai valori indicativi dei costi pubblicati dal Ministero, costi sui quali abbiamo chiesto un più tempestivo aggiornamento”. Secondo l’analisi fatta dall’Ufficio Studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno, con consumi intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo. Lo studio ricorda anche la progressione degli aumenti; nel 2021 il prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 euro al litro. L’anno dopo, con la crisi in Ucraina raggiunse 1,65 euro al litro (+ 22,3%) mentre adesso ha sfondato i 2 euro. Il calcolo fatto dall’Associazione di Categoria dice che se con il carburante a 1,65 euro per litro i costi operativi gravavano per il 50% sull’operatività del mezzo ora, con il gasolio sopra i 2 euro, l’incidenza supera l’85%. Tuttavia, secondo Confartigianato Trasporti Metropolitana, l’andamento dei prezzi registrato negli ultimi giorni non può essere spiegato esclusivamente con la situazione internazionale. “In queste fasi purtroppo assistiamo anche a una speculazione che danneggia ancora maggiormente il settore, con un serio rischio di insostenibilità nel continuare a fare rifornimento e con la conseguenza di essere costretti a fermare i propri automezzi e quindi il trasporto delle merci in un settore che sta subendo da tempo una forte compressione dei margini operativi”, prosegue Ortoncelli. Gli imprenditori intanto stanno mettendo in campo ogni sforzo possibile per gestire al meglio la situazione: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione tecnica per una guida più efficiente fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della telematica. “È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico – rimarca Ortoncelli – ma la rapidità e l’entità di alcuni rincari fanno emergere il sospetto che non si tratti soltanto di dinamiche legate al costo del petrolio o alle crisi geopolitiche. L’impressione diffusa tra le imprese è che in alcuni casi si stiano manifestando fenomeni di speculazione da parte delle Compagnie Petrolifere che finiscono per scaricarsi direttamente sulle aziende di trasporto, per questo Confartigianato Trasporti Metropolitana, a livello Nazionale ha richiamato l’attenzione delle Istituzioni sulla necessità di monitorare attentamente l’andamento dei prezzi dei carburanti e di adottare strumenti in grado di garantire maggiore trasparenza e stabilità nel mercato, a tutela di un settore strategico per l’economia e per la logistica del Paese”.

 

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