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Fascina (Federazione Moda): caso Loro Piana ci dice che siamo su strada giusta. Serve un Patto Etico per la Filiera

17 Luglio 2025

“Per difendere l'occupazione, contrastare l'abusivismo che sta distruggendo l'intera filiera della Moda e preparare il settore al futuro, serve un Patto Etico. Un accordo con cui il Sistema moda Veneto nel suo complesso riconosca il valore di una filiera protetta e trasparente, dove non ci sia spazio per l'illegalità ma tutele per tutti; imprese e lavoratori”. Ad annunciare l'avvio dei lavori per un Patto di Filiera che coinvolga tutti, dalle organizzazioni datoriali ai sindacati fino alla Regione Veneto, è il presidente della Federazione Moda della Confartigianato Imprese Città Metropolitana Gianluca Fascina. “Il recentissimo caso Loro Piana, brand di caratura mondiale che aveva instaurato “stabili rapporti con soggetti dediti allo sfruttamento dei lavoratori” e agevolato “colposamente” il caporalato cinese lungo la filiera della lavorazione del cashmere in Italia è emblematico, ma non il solo. Assieme a loro sono finiti nei guai per lo stesso motivo in poco più di un anno e mezzo Alviero Martini spa, Armani Operations, Manufactures Dior e Valentino Bags Lab; tutte aziende che sfruttando il lavoro clandestino come effetto collaterale hanno generato l'indebolimento delle imprese sane togliendogli lavoro. Un meccanismo, questo- puntualizza fascina - che finalmente sta venendo alla luce e contro il quale da decenni c'è la mobilitazione sindacale di Confartigianato a tutela e valorizzazione della filiera del contoterzismo artigiano, in particolare veneto e veneziano”. Intanto, dinamica certificata di recente dal report di Veneto Lavoro, normative più stringenti e controlli più frequenti hanno portato anche ad un secondo risultato. Per la prima volta in assoluto, nell'ultimo anno e mezzo, sono calati i lavoratori cinesi del Nordest. “Secondo l'Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro – prosegue Fascina - la loro consistenza nelle aziende di connazionali ha registrato un calo soprattutto nei comparti del tessile-abbigliamento, nell'occhialeria e nel calzaturiero. 1.200 posti di lavoro in meno, due su tre, nel solo settore del tessile-abbigliamento con cali anche nell'occhialeria e nel calzaturiero”. Tutte le filiere della moda, queste, che a breve dovranno “fare i conti” con i regolamenti europei Ecodesign, Supply Chain Act etc, a cui, entro il 2026 si aggiungerà la ben più importante direttiva EPR (la responsabilità estesa dal produttore), principio normativo europeo che rende i produttori finanziariamente e organizzativamente responsabili per la gestione dei loro prodotti lungo l'intero ciclo di vita, inclusa la fase di post-consumo. “Queste Regole prevederanno dei veri e propri cambi di paradigma per le aziende che di fatto dovranno modificare il modo di lavorare. Il Patto a cui stiamo lavorando si pone in questa direzione, anticipare le linee guida della normativa generale, soprattutto quelle che riguardano lavoro nero e sfruttamento, consentendo alle imprese che vi aderiranno di essere già pronte a gestire i nuovi vincoli quando poi entrerà definitivamente in vigore la normativa”.

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Masat ha evidenziato come il nuovo impianto normativo presenti aspetti tecnici particolarmente complessi e richieda un forte lavoro di accompagnamento delle imprese.

“La norma è articolata e innovativa: proprio per questo le imprese devono essere aiutate a interpretarla correttamente e a costruire dossier solidi e coerenti con i requisiti europei. In questo percorso il supporto delle associazioni di categoria è fondamentale, sia sotto il profilo tecnico sia nella costruzione di una visione condivisa di tutela e valorizzazione delle produzioni territoriali”.