Furlan (Edilizia): Il conflitto in Medio Oriente sta causando disastri a catena su tutti i fronti e ora tocca ad uno dei settori trainanti della nostra economia, quello edile
Il caro petrolio travolge tutto. Dopo i carburanti a prezzi folli ora tocca ai materiali realizzati con il petrolio che per quanto riguarda l'edilizia dal 1° aprile subiranno pesanti rincari. Tra guaine, cementi, isolanti per cappotti termici, cavi e tubi di plastica o metallo non si salverà nulla; sono già stati annunciati dai grossisti aumenti su tutto con punte fino al 30%. “Il conflitto in Medio Oriente sta causando disastri a catena su tutti i fronti e ora tocca ad uno dei settori trainanti della nostra economia, quello edile – scandisce il presidente della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia Siro Martin -. Purtroppo nessun settore, nessuna produzione, nessuna bolletta non subirà rincari, ma in questo caso si rischia l'ennesimo rallentamento economico in un settore che dopo il boom dei prezzi causato dal Superbonus ora sta pesantemente pagando nuove criticità anche per colpa delle pesanti speculazioni in corso sul petrolio”. La nuova ondata di rincari sui listini annunciata dai grandi grossisti di materiali edili e già comunicata alle imprese del settore scatterà da inizio aprile; ad essere colpiti sono soprattutto i prodotti legati al petrolio e all'energia come il bitume, le plastiche e la lana di roccia ma non solo. A subire aumenti saranno (purtroppo) i prodotti chiave per i cantieri come i vari polistiroli usati per i cappotti termici che aumenteranno del +15%, la lana di roccia fino al +30%, le pitture +5%, il bitume con cui si fanno ad esempio le guaine +20%, i tubi in Pvc +20%, i latterizi +20%, a cui si somma un +15% legato agli aumenti dei costi di trasporto. “Per ora si salvano solo materiali come il cartongesso o i rasanti – spiega Michele Furlan presidente della Federazione Edilizia – solo perchè recentemente hanno già subìto dei rialzi. Dopo il Superbonus i prezzi in generale si stavano stabilizzando verso il basso, questa situazione ha invertito bruscamente la tendenza, che speriamo ritorni alla normalità al più presto”. Il sistema delle costruzioni, che in provincia conta circa mille tra micro, piccole e medie imprese imprese con un monte addetti di oltre 35mila operatori rimane dunque al centro delle pressioni e turbolenze sia dei mercati energetici sia quelli delle materie prime e semilavorati. “Le nostre imprese stanno affrontando una nuova fase di rincari che non possono gestire da sole – prosegue Martin – per questo è importante che dal Governo arrivino interventi concreti e immediati per supportare la liquidità di cassa con la velocizzazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, siano messe in atto semplificazioni nel versamento dell'iva e delle ritenute fiscali e siano previsti incentivi per l’autoproduzione di energia nei cantieri e nelle sedi aziendali. Prima di tutto, però, è importante rafforzare il monitoraggio sull’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione e punire come possibile chi specula senza motivo, questo è l'unico deterrente per prevenire questi fenomeni distorsivi che sono pericolosissimi per interi settori”.
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