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Martin: il caro energia colpisce tutti dall'autotrasporto alla metalmeccanica, dall'alimentazione ai servizi alla persona. Servono azioni strutturali

23 Marzo 2026

“Bisogna riprogrammare la strategia energetica nazionale riaprendo un serio ragionamento anche sul nucleare oltre che sulle rinnovabili e sull'efficentamento energetico globale. Non si può dipendere totalmente in questo modo dagli idrocarburi o dall'energia comprata all'estero, anche perchè ormai ogni 3-4 mesi c'è un motivo che fa esplodere la speculazione, con evidenti danni all'economia, al Pil, ai cittadini e vantaggi eclatanti solo per le compagnie energetiche”. A tornare sul tema energia, alla luce della recentissima crisi che ha spinto il governo ad una doppia operazione d'emergenza su accise e recupero crediti per le benzine e autotrasporto è il presidente della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia Siro Martin. “Con il petrolio a 100 dollari, gli aumento alla pompa sono vergognosamente scattati subito, anche se le benzine vendute sono prodotte con il greggio comprato mesi fa a metà del prezzo attuale, e le conseguenti misure tampone come il taglio delle accise e il recupero del credito di imposta possono aiutare solo a breve. Anzi grazie al cinismo degli speculatori i tagli alle accise sono stati già divorati dagli aumenti alla pompa decisi in contemporanea dalle aziende. Diversificare in maniera strutturale le fonti energetiche ci metterebbe almeno in gran parte al riparo da queste speculazioni, salvando soprattutto le imprese e quindi il Pil”. A pagare il prezzo del caro petrolio, infatti non sono solo i trasportatori, ma tutte le imprese che usano energia, anche elettrica o gas. “Pensiamo ai panettieri che usano i forni elettrici, ai forni energivori dei maestri vetrai, al comparto del benessere legato alla persona fino al settore edilizio o quello artigiano legato alla semilavorazione delle materie prime: anche loro come i trasportatori sono tutti assediati da rincari importanti che peseranno non poco sulle bollette già nell'immediato. Secondo le analisi del nostro consorzio per l’energia CAEM, l’energia elettrica oggi registra un aumento della materia prima tra il +7% e il +9% rispetto a gennaio e fino al +24% rispetto a febbraio. Considerando l’intera bolletta l’impatto del gas sarà pesante, con rincari stimati tra il +12% e il +16% su gennaio e fino al +23% rispetto a febbraio. E senza interventi strutturali, ma solo con misure tampone, il rischio è quello di andare verso l'azzeramento dei margini, già messi a dura prova da tutte le altre crisi; dall'export ai dazi alla pressione fiscale”. D'accordo su un'azione a lungo termine anche Nazzareno Ortoncelli, Presidente della federazione Trasporti della Confartigianato metropolitana, categoria di prima linea che fin dalle prime battute si è impattata sui prezzi gonfiati mostruosamente dei carburanti: “Il taglio delle accise di 20 centesimi è una misura tampone: meglio di niente, ma con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese. In un contesto in cui il prezzo del petrolio resta attorno ai 100 dollari al barile, le aziende hanno bisogno di strumenti strutturali, non di interventi emergenziali. Bene quindi il provvedimento ma porterà una liquidità immediata per aziende che comunque dovranno pagare subito e potranno scaricare il credito al 31 dicembre 2026; una toppa piccola rispetto allo strappo legato agli aumenti che ci sono stati. Ci conforta il segnale importante arrivato dal Governo anche perché tiene conto, almeno in parte, dell’allarme che abbiamo recentemente lanciato: il carburante pesa fino al 30-35% dei costi operativi azzerando di fatto i nostri margini già inferiori al 3%. Restiamo convinti che un’estensione temporanea a tutte le imprese artigiane sarebbe stata una misura più equa e più rapida per sostenere l’intero sistema produttivo. Nel decreto è poi previsto anche uno speciale regime di controllo sui fenomeni speculativi nel mercato dei carburanti; su questo punto il governo usi veramente il pugno di ferro perchè la favoletta che fa e poi non fa non può raccontarla, visto che le persone fanno benzina quasi ogni giorno”.

 

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