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Stop ai finti artigiani, arriva la stretta sull’uso di artigianato e artigianale

02 Aprile 2026

C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie a una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato, i termini ‘artigianato’ e ‘artigianale’ non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole. Una battaglia storica che diventa realtà, introducendo per la prima volta sanzioni pesantissime: chi trasgredisce rischierà una multa pari all’1% del proprio fatturato, con una soglia minima inderogabile di 25.000 euro per singola violazione.

“La Legge annuale PMI, in vigore appunto da 7 aprile -spiega Siro Martin Presidente di Confartigianato Metropolitana di Venezia-, introduce una stretta sull’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale” riservandone l’utilizzo esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo. La nuova Legge annuale per le PMI ha così finalmente colmato una lacuna normativa che per decenni ha generato incertezza sul mercato. Il principio ora è scolpito nella norma: l’uso delle denominazioni “artigianato” e ‘artigianale’ è consentito esclusivamente alle imprese in possesso della qualifica artigiana ai sensi della legge vigente. E il divieto non riguarda “solo” la denominazione della ditta ma anche l’eventuale insegna, il marchio e persino la promozione dei servizi”.

“Fine della concorrenza sleale -prosegue-, a tutela soprattutto dei consumatori che, dal 7 aprile, avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori”.

La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale. In sostanza, si chiude l’era dei ‘furbetti’ che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo.

“La svolta – Conclude Martin – deriva dal presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio. Nella sola area metropolitana operano oltre 18.000 imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico provinciale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere in modo netto ciò che è autenticamente artigiano da ciò che non lo è rafforza la credibilità dell’intero sistema.

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Masat ha evidenziato come il nuovo impianto normativo presenti aspetti tecnici particolarmente complessi e richieda un forte lavoro di accompagnamento delle imprese.

“La norma è articolata e innovativa: proprio per questo le imprese devono essere aiutate a interpretarla correttamente e a costruire dossier solidi e coerenti con i requisiti europei. In questo percorso il supporto delle associazioni di categoria è fondamentale, sia sotto il profilo tecnico sia nella costruzione di una visione condivisa di tutela e valorizzazione delle produzioni territoriali”.