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Zanchettin (Anap): Pensionati autonomi in trincea: tra chi lavora ancora per necessità e chi rinuncia alle cure

22 Luglio 2025

“Pensioni sempre più fragili e risposta sanitaria sempre più debole; i pensionati autonomi chiedono al governo un'immediata risposta su questi punti fondamentali, ne va della tenuta dell'intero Paese”. A lanciare l'allarme dopo la divulgazione del rapporto redatto dal Centro Europa Ricerche (CER) e il Comitato Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo(Cupla), presentato alla Camera dei Deputati, in Sala Tatarella, il 15 luglio scorso alla presenza del Presidente della Commissione Lavoro Walter Rizzetto e i vertici veneti dell'Anap Confartigianato è il presidente dell'Anap Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia Pierino Zanchettin. “Serve un cambio di passo immediato prima che sia troppo tardi. Le pensioni dei lavoratori autonomi negli ultimi 15 anni hanno perso in media il 6% di potere d’acquisto, a causa di un mix letale di inflazione e tassazione inadeguata - conferma Zanchettin -. Da anni denunciamo l’erosione dei redditi da pensione degli ex autonomi: l'attuale sistema fiscale penalizza chi ha lavorato una vita creando impresa, occupazione e benessere per il Paese, un'ingiustizia che non possiamo più sostenere e per la quale chiediamo interventi rapidi e strutturali”. Ma cosa sta succedendo alle pensioni degli autonomi? Ce lo dicono i numeri dello studio; tra il 2009 e il 2025 una pensione lorda di 1.200 euro ha perso circa 70 euro al mese, quasi 900 euro l’anno. Una perdita che ha colpito soprattutto le pensioni basse e medio-alte, anche perchè i meccanismi di indicizzazione basati su indici Istat-Foi non hanno correttamente compensato i reali aumenti del costo della vita, in particolare per beni essenziali come alimentari, energia e sanità. La soluzione però, non sarebbe difficile. “Basterebbe – conclude Zanchettin - sostituire l’attuale indice Foi con l'Ipca europeo, un indice capace di leggere molto meglio la reale spesa delle famiglie e introdurre un bonus Irpef compensativo di 960 euro annui, in dodici rate, per i pensionati con redditi da 7.800 e i 15.000 euro: una misura che potrebbe aiutare parecchie migliaia di pensionati a basso reddito in provincia di Venezia e 3,6 milioni di anziani pensionati in Italia, supportando i tanti, troppi anziani non si curano perché non hanno la possibilità di andare in privato e le liste d’attesa sono troppo lunghe. Un dramma, questo, silenzioso ma molto molto grave”.

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