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Da oggi 1 luglio 2026 in vigore i dazi UE di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro

01 Luglio 2026

“Bene per l'introduzione del dazio europeo sugli acquisti on line; da un lato farà da argine all'acquisto di prodotti spazzatura, dall'altro difenderà le imprese italiane dalla concorrenza senza regole delle imprese cinesi”. Non nasconde la sua soddisfazione Gianluca Fascina Presidente della Federazione Moda di Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia per l’entrata in vigore da oggi, 1 luglio 2026, di questa difesa alla qualità e alla nostra economia che viene posta ai nostri confini. “Per capire l'equilibrio che vuole ristabilire il dazio europeo di 3 euro sui pacchi che valgono meno di 150 euro acquistati da paesi al di fuori dell’Unione Europea basta leggere il report della Commissione Europea: nel 2025 in Europa sono arrivati 5,9 miliardi di articoli in pacchi di basso valore da paesi terzi esenti dai dazi: significa circa 16 milioni di pacchi al giorno, quasi tutti provenienti dalla Cina. E la gran parte di essi riguardano prodotti di bassissima qualità se non falsi, legati alla moda”. “Lo scudo alla nostra economia del nuovo dazio approvato a dicembre dall’ECOFIN – prosegue Fascina - ha l’obiettivo di disincentivare gli acquisti di prodotti a basso costo provenienti in particolare dalla Cina, per esempio da siti come Shein, AliExpress e Temu. Sembra poca cosa, ma in realtà potrà contribuire non poco a limitare la concorrenza dei prodotti spazzatura, che hanno costi minori perché non seguono gli standard occidentali; dalla qualità e salubrità dei materiali, alla tutela dei lavoratori fino a quella ambientale, riducendo anche i danni devastanti del fenomeno 'super fast fashion', l'abbigliamento che dopo pochi usi diventa spazzatura”. Un esempio di come funzionerà il nuovo dazio: verrà calcolato sulla base della tipologia di articolo, cioè per ciascuna voce doganale dichiarata. Ogni bene o merce ha una sua classificazione doganale per genere, un codice internazionale che indica cosa si sta esportando e da cosa è composto, e il dazio di 3 euro si applicherà in base a quella classificazione. Se in un solo pacco ci sono prodotti che hanno diverse classificazioni il dazio potrà quindi essere applicato più volte. Concretamente: se si comprano 1 maglietta e 1 paio di ciabatte si pagheranno 6 euro (3+3 perché i due prodotti hanno differenti classificazioni); se si comprano 2 magliette e 2 paia di ciabatte si pagheranno sempre 6 euro e non 12; se si comprano 5 magliette, si pagheranno invece 3 euro perché sono articoli con la stessa classificazione. “Difendere il nostro sistema produttivo ed il commercio di prossimità - conclude Fascina- significa difendere le nostre imprese, l’ambiente, il lavoro e i centri delle nostre città. Questo dazio rappresenta un primo passo nella giusta direzione. Per troppo tempo le grandi piattaforme online hanno beneficiato di regimi fiscali e condizioni di mercato che hanno favorito l’arrivo di prodotti a bassissimo costo. Oggi l’Europa inizia finalmente a rivedere il regime di esenzione che ha favorito questo sistema. È solo un primo passo, ma è un segnale importante: serve un mercato più equo, capace di tutelare chi produce valore, occupazione, reddito e sviluppo nei nostri territori”.

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