Fascina (Moda): bene la decisione Ecofin. I dazi sui pacchi extra UE un primo passo per rimediare ad una ingiustizia
“Un risultato positivo che ora va' consolidato con altre iniziative per proteggere ed aiutare la nostra economia e il Made in Italy”. Così Gianluca Fascina, Presidente Federazione Moda di Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia commenta la decisione del Consiglio Ue Ecofin sul dazio doganale fisso temporaneo di 3 euro sui piccoli pacchi che entrano nell'Ue, principalmente tramite commercio elettronico. L'altra attesa e importante novità per il sistema Moda, auspicabile con un emendamento in manovra di Governo, riguarda invece gli abiti pattume che arrivano dall'estero. Vestiti spazzatura che venduti a costi bassissimi alla fine del loro breve ciclo di vita non possono nemmeno essere riciclati tanto è scarsa la qualità dei materiali usati; per essere importati i prodotti tessili dovranno essere certificati come conformi alle norme europee ed italiane in materia di sicurezza dei prodotti, tutela ambientale e diritti sociali dei lavoratori.
“Due importanti novità che la filiera della moda artigiana sta seguendo con attenzione – dichiara Gianluca Fascina Presidente Federazione Moda di Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia-. Condividiamo l'obiettivo di regole uguali per tutti per limitare la concorrenza dei grandi portali soprattutto cinesi, che offrono prodotti ben fotografati, a prezzi bassissimi e qualità idem. Secondo i dati della Commissione europea, nel 2024 sono stati spediti verso l'Ue 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro, di cui il 91 per cento provenienti dalla Cina”. Per la Confartigianato, contrastate le vendite on line di oggetti spazzatura non è solo una battaglia commerciale. Nei miliardi di pacchetti che arrivano si celano anche prodotti non solo di scarsa qualità, ma dannosi per la salute delle persone, per l’ambiente e merci contraffate. “E la contraffazione –aggiunge Fascina- è l’altro grande “male” che mina la sopravvivenza di migliaia di imprese artigiane della moda. In soli due anni i sequestri sono quintuplicati in Veneto, e oggi assistiamo quasi quotidianamente ad operazioni di contrasto da parte della Guardia di Finanza. Un business che cresce più rapidamente del mercato legale per le aziende del conto terzi, danneggiando i piccoli brand indipendenti e provocando danni enormi per l’intero comparto che Confartigianato rappresenta, posti di lavoro compresi. Chi compra un prodotto falso o troppo scadente alimenta lo sfruttamento e la concorrenza sleale, danneggiando tutti”. Nel dettaglio, i sequestri di abbigliamento, accessori, calzature e occhiali nell’area Metropolitana di Venezia sono più che raddoppiati da 233 nel 2021 a 471 nel 2024. 14.000 il numero dei pezzi sequestrati solo nel 2024, per un valore stimato in 207mila euro.
“Per questo come Confartigianato Moda auspichiamo che si confermi l'introduzione della Certificazione unica di conformità delle filiere della moda, fondamentale strumento per la sicurezza di chi usa quegli abiti e per promuovere e difendere legalità, trasparenza e tracciabilità”.
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