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Anche il fresco mondo del gelato scaldato dalle speculazioni: energia e ingredienti volano, per calmierare i prezzi finali i gelatai abbattono i margini

16 Luglio 2026

In provincia le gelaterie artigianali sono 265, in un anno tra coni e coppette si stima un giro economico di oltre 25 milioni di euro ma non sono tutti soldi che finiscono ai gelatai, vanno ad ingrassare la filiera dei grandi distributori che fanno speculazione. Silvia Morsanuto, presidente dei gelatieri della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia: “A noi le nocciole aumentate oltre il 30%, l'amarena salita del 40% e poi i rincari su tutto; zucchero, latte e panna. Si somma poi il caro energia con le bollette mostruose generate dai frigo e banconi accesi h24”
 
Inevitabilmente prima o poi è finito e finirà ancora per mesi sulla bocca di tutti, anche perchè con questo caldo non potrebbe essere altrimenti; un bel gelato contro la calura è un irrinunciabile gustoso snack rinfrescante o un valido sostituto di un pasto. Una fresca necessità per la quale in provincia di Venezia durante l'anno si spenderanno oltre 25 milioni di euro. Questa la cifra al consumo stimata dall'Ufficio Studi della Confartigianato, che allargati i conti all'intera regione, stima un consumo annuo pari a 142,6 milioni di euro. Ma che gusti? “In questo momento di grandissimo caldo vanno per la maggiore i gusti frutta, mango, melone e fichi, ma in generale tutti i gusti frutta che non hanno latte – spiega Silvia Morsanuto, presidente dei gelatieri della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia -. Tra le creme invece trionfa la fantasia artigianale nel proporre i variegati, soprattutto al pistacchio, con freschi abbinamenti fruttati come ad esempio l'arancia. Rimangono poi un must i gusti nocciola, cacao, cioccolato o caffè”. Queste le note dolci che riguardano i gusti dei consumatori, i quali però condividono con i gelatai artigiani anche le note più salate, a partire dai prezzi, legati ai costi energetici sempre maggiori e ai prezzi delle materie prime, letteralmente esplosi anche per le speculazioni dei grandi grossisti. E così se oggi il costo di una pallina di prodotto artigianale, quando va bene, si aggirano sui 2 euro in realtà non si tratta di aumenti decisi dai gelatai ma che gli vengono imposti. “Oltre un certo prezzo non possiamo andare se vogliamo accontentare la clientela - prosegue la Morsanuto – ma non possiamo non fare i conti con i costi vivi della produzione”. Negli ultimi quattro anni il prezzo del gelato è mediamente aumentato di circa il 30%, aumento generato dai costi dell'energia e delle materie prime, che hanno subito aumenti eccezionali. Mentre il prezzo del cacao è calato dopo le fibrillazioni dell'ultimo anno, altri ingredienti hanno compensato verso l'alto questo calo. “È il caso delle nocciole, salite del 30 se non 40%, dell'amarena salita del 40% e poi i rincari su zucchero, latte e panna – dettaglia la Morsanuto -. Di fatto però il caro carburanti ha fatto indistintamente salire il prezzo di tutto quello che viene trasportato e quindi tutto è comunque aumentato, comprese le materie prime che finora si erano salvate dagli aumenti e speculazioni record. Se a questo sommiamo anche l'uso pressochè totale di coppette e cucchiaini biodegradabili, giusto ma molto più costoso, il gioco è fatto, e noi artigiani dobbiamo destreggiarci e spesso limare i nostri margini perchè oltre una certa cifra il prodotto andrebbe fuori mercato. Solo per la bolletta energetica della mia attività, ad esempio, da inizio anno c'è stato un salto del + 30% e i frigoriferi necessariamente restano accesi h 24. Fortunatamente la differenza qualitativa e nutrizionale di un prodotto fatto con ingredienti freschi rispetto la produzione industriale riesce ancora a marcare la differenza; i clienti vengono e noi cerchiamo di accontentarli, adeguandoci noi con i gusti preferiti e non “imponendoli” come fa l'industria, anche questo è un qualcosa di più che le gelaterie artigiane offrono, e in più di qualche caso il gusto variegato inventato, nasce proprio dalle richieste dei clienti che si dimostrano creativi e di buon palato. Per questo sarebbe necessario che la produzione artigianale che segue determinati standard venisse tutelata istituendo la Denominazione di Gelato Artigianale di tradizione italiana”. Venendo ai numeri della categoria in provincia, ad inizio 2026 con i nuovi codici Ateco 2025, le gelaterie sono 265, e gioco forza, la grande maggioranza è distribuita lungo il litorale.

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