Gambato (Benessere): con l'arrivo dell'estate riesplode il fenomeno della bellezza abusiva soprattutto sotto l'ombrellone e nelle località turistiche
Parrucchieri, estetisti e tutto il mondo del Benessere sono di nuovo sotto assedio; con l'arrivo dell'estate riesplode il fenomeno della bellezza abusiva soprattutto sotto l'ombrellone e nelle località turistiche. Tra prestazioni a domicilio, passaparola con bigliettini e piattaforme per proporre online servizi e attività, la bolla dell'illegalità con il caldo è rilievitata a dismisura, aiutata da una maggior propensione alla spesa durante il periodo di ferie e da una rete silenziosa ma ben strutturata di contatti e messaggi via social. “E' un fenomeno che denunciamo da anni e che non si riesce ad arginare – spiega Claudio Gambato Presidente della Federazione Benessere e del Gruppo Acconciatura di Confartigianato Imprese città Metropolitana di Venezia -. L’abusivismo nella nostra categoria oramai è cronico e raggiunge tassi incredibili. Si può stimare che una erogazione di servizio su tre per la bellezza venga fatta in nero, con il settore che conta una quota di abusivismo pari al 27,6% ovvero quasi il doppio della media complessiva nazionale che per le attività e servizi si attesta su un 14,4%”.
L'allarme lanciato dai vertici di categoria non riguarda però solo il “nero”, ma sta sempre più cristallizzando i suoi connotati verso un reale rischio per la salute. “Chi eroga servizi senza averne i titoli in realtà non sa quello che fa perchè non ha la formazione necessaria, con gravi pericoli anche per gli ignari clienti. Un semplice esempio: di recente si è scoperta la potenziale dannosità di due principi presenti in prodotti utilizzati nei trattamenti per unghie e manicure. Uno è il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide un fotoiniziatore usato negli smalti e unghie in gel per aiutare la polimerizzazione sotto la luce UV, e l'altro, la Dimethyltolylamine un condizionante per unghie utilizzato per facilitare l’adesione di altri prodotti come primer, smalti e gel. Per effetto del nuovo Regolamento europeo, i prodotti contenenti queste sostanze saranno vietati a decorrere dal 1 settembre, ma mentre in molte attività legali questi già non vengono utilizzati da tempo, chi vive e lavora abusivamente e ne ha fatto scorta a buon prezzo e non si fa scrupoli nel continuare ad usarli o reperirli a basso costo sul mercato parallelo, perchè tanto non rischia una verifica in negozio o la chiusura dell'attività”. Ma non solo. “Mentre oggi chi ha un salone paga le tasse e le spese, con un’escalation dei costi energetici dal +20% al +27% e vede un aumento medio dei costi di gestione tra i 2 mila e 5mila euro all’anno, chi lavora abusivamente non paga nemmeno la corrente, visto che usa quella a casa dei clienti. È ingiusto e pericoloso che chi rispetta le regole venga penalizzato, mentre chi lavora in nero prospera indisturbato. Per noi imprenditori artigiani e personale operativo c'è l'obbligo di seguire continui corsi di aggiornamento su norme, prodotti e attrezzature certificate non dannose per la salute. Chi si affida a operatori improvvisati o a prestazioni a domicilio senza autorizzazioni non ha queste garanzie e rischiando pure di restare intossicato o rovinato dall'uso del prodotto o della tecnica sbagliata. Per questo non solo è importante evitare di rivolgersi a operatori abusivi – conclude Gambato – ma è necessario anche segnalare situazioni sospette alle autorità, perchè l’illegalità danneggia tutti: i professionisti, il fisco, l’economia e, soprattutto, la salute dei cittadini, mentre scegliere un’impresa regolare significa tutelare la propria salute e sostenere il lavoro onesto.”
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