L’AI Act e le nuove responsabilità per le imprese della comunicazione
Il futuro della comunicazione passa anche dall’intelligenza artificiale. Se ne è parlato al Marketers World 2025, l’evento nazionale dedicato al marketing e all’innovazione digitale, dove tra i protagonisti è intervenuto l’avvocato Alessandro Vercellotti, esperto in diritto del digital marketing.
Simon Ostan Simone, presidente della Federazione della Comunicazione di Confartigianato della Città Metropolitana di Venezia, ha partecipato all’evento per portare un punto di vista concreto: quello delle aziende artigiane della comunicazione, chiamate a confrontarsi ogni giorno con strumenti di AI che accelerano i processi, ma che al tempo stesso aprono scenari legali complessi.
L’AI act, regolamento già attivo in Italia dal 25 settembre e obbligatorio in tutta Europa dal 2026, rappresenta una svolta per le aziende che già oggi utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per scrivere testi, creare immagini, analizzare dati o automatizzare processi.
AI e responsabilità: cosa cambia
Durante uno degli speech “AI per professionisti: parole, opere e sanzioni”, l’avvocato Vercellotti ha evidenziato come l’AI, per funzionare, si alimenti di dati — personali, sensibili o aziendali — e come la loro gestione possa diventare fonte di rischi legali e sanzioni se non regolamentata in modo corretto.
Tra i pericoli più comuni: violazioni della privacy e trattamento improprio dei dati; errori o “allucinazioni” dei sistemi di AI utilizzati dai collaboratori; richieste di risarcimento o restituzione da parte dei clienti per contenuti generati in modo scorretto.
Le azioni da intraprendere
Il nuovo quadro normativo richiede alle imprese di affrontare l’uso dell’intelligenza artificiale con consapevolezza e metodo.
In particolare, le aziende del settore comunicazione dovranno: osservare la situazione interna e mappare le AI già in uso; creare delle policy aziendali chiare sull’utilizzo dell’AI e sulla responsabilità degli operatori; integrare la documentazione sulla privacy, aggiornando informative e consensi; formare titolari e collaboratori per garantire un uso corretto e sicuro delle nuove tecnologie.
Un’opportunità da gestire con consapevolezza
Come sottolinea Simon Ostan Simone, “l’intelligenza artificiale non va temuta, ma capita e gestita. È una straordinaria opportunità per migliorare i processi e valorizzare la creatività, a patto che venga usata in modo etico e conforme alle nuove regole europee”.
Per le imprese artigiane della comunicazione e non solo, questo implica un solo percorso possibile: adottare l’AI in modo consapevole, integrando formazione, procedure e responsabilità.
Solo così sarà possibile trasformare una rivoluzione tecnologica in una crescita reale e sostenibile per il settore.
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