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RENTRI: ESCLUSI DALL’ISCRIZIONE PARRUCCHIERI, CENTRI ESTETICI E TATUATORI

21 Gennaio 2026

La legge di Bilancio 2026 porta in dote una importante semplificazione per i quasi 2.200 acconciatori, estetisti e tatuatori artigiani dell’area metropolitana. Grazie alla modifica dell’articolo 188-bis del Codice dell’Ambiente vengono esclusi dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti. Una misura che recepisce una nostra richiesta avanzata da tempo per l’eccessiva complessità degli adempimenti rispetto alle dimensioni e alla tipologia delle imprese coinvolte.

L’esclusione dal RENTRI rappresenta un intervento di semplificazione normativa significativo per migliaia di micro e piccole imprese che nell’area metropolitana sono oltre duemila e danno lavoro a quasi 4mila addetti. Viene infatti evitata l’introduzione di un ulteriore obbligo digitale che avrebbe comportato costi amministrativi, formazione e gestione informatica non proporzionati all’attività svolta.

“Resta centrale una gestione responsabile e tracciata dei rifiuti, basata su procedure consolidate e su rapporti con soggetti regolarmente autorizzati – chiarisce Claudio Gambato, Presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Città Metropolitana - l’esclusione di parrucchieri, estetisti e tatuatori dal RENTRI è per noi un importante passo verso la semplificazione normativa e rappresenta il frutto di un lavoro di rappresentanza che ha portato all’introduzione di regole più aderenti alla realtà delle imprese artigiane. Siamo lieti di annunciare – continua Gambato – che, grazie a questo lavoro sindacale, viene evitato l’ennesimo aggravio burocratico fatto di procedure complesse e rischio di sanzioni. È un’importante semplificazione per decine di migliaia di imprese in tutta Italia, ottenuta anche grazie all’azione della nostra associazione che ha portato al riconoscimento delle peculiarità del nostro settore”.

L’esonero dall’iscrizione al RENTRI non elimina gli obblighi di corretta gestione dei rifiuti. Le imprese del settore benessere continuano infatti a dover:

  • smaltire i rifiuti pericolosi prodotti dall’attività (come aghi, lame monouso e materiali contaminati) tramite operatori autorizzati;
  • conservare i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo per i controlli previsti;
  • effettuare lo smaltimento con una periodicità almeno annuale.

 

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