1 maggio 2025 - L'artigianato resiste: crescono occupazione e salari, ma si attende l'impatto dei dazi
Lo dicono i numeri; nonostante lo scenario da "tempesta perfetta", il sistema imprenditoriale veneziano e veneto ha dimostrato una resilienza straordinaria. A dispetto dei gravi danni all'export dovuti alla guerra d'invasione russa in Ucraina, le sanzioni, i folli costi dell’energia e delle materie prime e semilavorate, una delle più severe strette monetarie della storia dell’euro e le tensioni esplose in Medio Oriente, il sistema per ora è in area positiva. Tra il 2021 e il 2024 l’occupazione in Italia è cresciuta del 6,1%, superando sia la media dell’Unione Europea (+4,8%) sia giganti economici come Francia (+4,5%) e Germania (+4,5%). Guardando agli effetti di questi dati in provincia di Venezia, anche qui il tasso di occupazione tra i lavoratori dai 18 ai 65 anni nell'ultimo lustro è cresciuto, passando dal 66.9% del 2019 al 69,2% del 2024. Tra i vari settori, l'artigianato continua infatti a rappresentare uno dei pilastri della domanda di lavoro. Se nel Veneto (escluso il settore agricolo) si contano 119.861 imprese con 311.749 lavoratori, in provincia di Venezia, al 31 dicembre 2024 si contano 18.636 imprese con un totale di 46.490 addetti, pari al 14% della forza lavoro tra i 18 e i 65 anni. Sempre guardando i numeri veneziani, il settore con il maggior numero di posti lavoro è quello dell'edilizia, che conta 6.494 imprese e 12.860 addetti. Complessivamente, sempre guardando i dati forniti dall'Ufficio Studi della Confartigianato Veneto, in provincia il tasso di crescita è positivo, con un saldo di +138 imprese a fine 2024 ed un tasso di crescita del +0,7% tra il 2023 e il 2024 . Per quanto riguarda invece le imprese gestita da stranieri, sulle 10.396 imprese presenti in provincia 3.172 sono artigiane. Riguardo gli stipendi, l'ultima edizione del Rapporto ILO (International Labour Organization) pubblicata a marzo 2025 evidenzia che, dopo un calo tra il 2022 e il 2023, nel 2024 c'è stata una ripresa delle retribuzioni reali, sebbene l'incremento non abbia ancora compensato del tutto le perdite causate dall’inflazione. Anche i dati Istat confermano il miglioramento: nel 2024, i salari contrattuali in Italia sono cresciuti mediamente del 4%, a fronte di un’inflazione all’1%, con un incremento reale del 3%, con una significativa dinamica salariale nell’artigianato che grazie a una stagione di rinnovi contrattuali ha visto oscillare gli aumenti tra il +12% e il +14% rispetto la precedente tornata. Una fotografia del pianeta artigiano che Siro Martin, Presidente della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia commenta positivamente. “Nonostante un contesto globale complesso, anzi sempre più complesso, la resilienza delle nostre imprese è stata importante. Non solo il settore ha tenuto ed è stata creata occupazione, con gli aumenti salariali si è incrementato il potere d’acquisto delle famiglie, attivando un importante volano per tutta l'economia. Ed oggi, in occasione della Festa del Lavoro, Confartigianato è pronta a rilanciare una delle sue più importanti sfide, avvicinare sempre di più i giovani al lavoro artigiano e soprattutto supportarli verso il grande passo, quello di fare impresa, puntando soprattutto sugli under35”.
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Martin: Come associazione siamo consapevoli che questa nuova legge va' accelerata nella sua applicazione, perchè solo così diventerà un vero deterrente che da un lato scuderà la reputazione degli artigiani dagli abusi e dall'altro salverà i soldi dei clienti dalle truffe
Martin: “Non solo garantiamo un salario territoriale molto più alto di quello nazionale, ma siamo impegnati a valorizzare e far conoscere questi strumenti che possono essere una straordinaria leva per attrarre i giovani”
Gli importi aggiuntivi nella busta paga variano dai 180 ai 600 euro annui lordi in totale. Nel 2026, sono interessati 13.829 lavoratori e 3.122 imprese artigiane
Venezia è la regina del turismo in Veneto. Chiusa la passata stagione si chiudono anche i conti in attesa dei prossimi dati; qui ci sono stati 6 milioni di arrivi (11 milioni in tutto il Veneto) e ben 27 milioni di presenze (47 milioni in Veneto). La spesa totale in regione è stata di 6,3miliardi di euro (l’11,1% del totale nazionale). Quello che rimane dopo aver pagato l'alloggio: il 24% si spende per il cibo, il 16% per lo shopping e il 9,5% per i trasporti.






