Concessioni demaniali. Confartigianato: bando sbilanciato si agevolano i grandi gruppi, rischio monopolio per le spiagge
“Bene ai bandi per le Concessioni demaniali ma che siano accessibili a tutti. Bisogna eliminare quei limiti che possono complicare la partecipazione dei piccoli imprenditori e riportare in equilibrio uguale per tutti l'adesione alle gare, modificando il bando-tipo per l’affidamento delle concessioni”. A chiederlo è il presidente del Gruppo Imprese Demaniali della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia Franco Zane, che all'indomani dell'incontro al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con i vertici confartigianali nazionali rilancia le problematiche sollevate alla riunione e che qui interessano 3.400 micro, piccole e medie imprese demaniali attive sul litorale veneziano che gestiscono, oltre alle spiagge, anche pontili, attracchi per le barche, capanne in laguna, chioschi e campeggi . “La prima criticità arriva dal punteggio che si vuole assegnare a hotel, resort, villaggi turistici fronte spiaggia: 8 punti su un totale di 100, anche se l’imprenditore non ha mai gestito stabilimenti balneari. Questo significa favorire gli alberghi in prima fila e scatenare una guerra dei prezzi per il loro affitto, creando uno svantaggio strutturale insuperabile per i nuovi aspiranti concessionari che presentano un progetto balneare autonomo ma senza hotel e rendendo anche tutti gli altri albergatori della zona dipendenti dal vincitore fronte spiaggia – spiega Zane-. In più avvantaggiare hotel, resort e grandi strutture che impongono i loro protocolli di gestione, può portare soprattutto ad inizio e fine stagione, periodi in cui queste strutture rimangono chiuse o sono operative al minimo, a operatività al minimo se non zero anche nelle spiagge in concessione. Negando quel tratto di arenile ai turisti degli appartamenti e i vacanzieri dalle vicine città che vorrebbero passare una giornata al mare. Stessa criticità per il vantaggio previsto per le concessioni confinanti: avvantaggiare chi ha già una concessione adiacente e offre servizi come diving o noleggio barche, esclude di fatto gli altri, premiando la mera posizione geografica fortunata anziché la qualità del nuovo progetto”. A lasciare dubbi alla Confartigianato è anche il criterio del fatturato nominale per valutare l’esperienza pregressa, che se interpretato in senso esclusivamente numerico penalizzerebbe chi ha gestito magari bene spiagge piccole o con litorali poco profondi con incassi più bassi, favorendo chi ha operato, magari male, come grande imprenditore con grandi numeri. “Siamo molto critici anche sulla previsione che il bando-tipo preveda l’assegnazione di punteggi basati sul rialzo della tariffa del canone concessorio proposto in gara – puntualizza Zane - perchè è palese che si avvantaggeranno a dismisura i grandi gruppi d’investimento finanziario, estromettendo le micro, piccole e medie imprese che non hanno la stessa solidità e potenza economica per rilanciare sul canone”.
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