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Costi dell'energia alle stelle. In provincia di Venezia famiglie e MPI pagano l’energia elettrica 38 milioni di euro in più rispetto a quanto spenderebbero se applicati i prezzi medi UE

23 Settembre 2026

La crisi nel Golfo, le speculazioni internazionali sui combustibili e le manipolazione del mercato dell'energia da parte della finanza scaricano sempre più i loro effetti brutali sui bilanci delle famiglie italiane. Detta breve: gli operatori fanno incassi mostruosi mentre famiglie e imprese sono sempre più sotto pressione. Due conti; nell'arco di sei mesi di conflitto tra Usa e Iran, tra febbraio e agosto 2026, l'indice dei prezzi al consumo di elettricità, gas e altri combustibili domestici in Veneto – il prezzo varia da area ad area geografica - ha registrato un'impennata del +14,8% (+11,4% media nazionale). Un incremento che sempre in Veneto pesa per 216 milioni sulle tasche delle famiglie (1,8 miliardi di euro nel Paese). A fare i conti su chi perde, ovvero tutti noi, e chi incassa, cioè chi vende e specula sull'energia, è l'ultimo report dell'Ufficio studi della Confartigianato presentato in chiave nazionale durante la 22° edizione della convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata dalla Confartigianto in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia che si è conclusa ieri (23 settembre ndr) a Cagliari. “Dai dati illustrati – spiega il presidente della Confartigianto Imprese Città Metropolitana di Venezia Siro Martin, presente all'evento - la crescita cumulata dei prezzi retail dell’energia vede il gas salire del +13,5% e l’elettricità del +10,1%, staccando nettamente l’inflazione rilevata nello stesso periodo e pari al 2,8%. Un grosso problema per famiglie ed imprese, che sono obbligate a sottostare a questi aumenti legati a speculazioni e non a problemi contingenti, perchè l'energia e i carburanti che vengono venduti sono stati comprati tempo fa e non al prezzo attuale. In pratica sono stati comprate quando non erano così care ma vengono vendute al prezzo massimo di adesso, aumentando a dismisura i profitti e dissanguando l'economia del Paese, le imprese e le famiglie”. Nella classifica regionale dei rincari dell’energia tra febbraio e agosto il Veneto con i suoi 216 milioni in più di spesa è al secondo posto a livello nazionale, superato solo dalla Lombardia con + 329 milioni, ma se dagli euro guardiamo alla crescita cumulata in valore percentuale il Veneto è la peggiore regione del Paese con un + 14,8%, in quanto in Lombardia siamo al +12,3% in sei mesi. Per fare un po' di classifica, il terzo gradino del podio spetta al Lazio, dove le famiglie hanno dovuto sborsare 166 milioni di euro in più, seguito a breve distanza dall'Emilia-Romagna con 155 milioni e dal Piemonte con 144 milioni. La Campania mostra un incremento di spesa pari a 123 milioni di euro, seguita dalla Toscana con 106 milioni e dalla Puglia con 95 milioni. In Sicilia, l’impatto dei rincari si attesta a 91 milioni di euro e in Friuli-Venezia Giulia a 58 milioni. Seguono i 51 milioni in Liguria, i 47 milioni nel Trentino-Alto Adige, i 43 milioni nelle Marche ed i 41 milioni in Calabria. La spesa scende poi a 35 milioni in Sardegna, a 32 milioni in Abruzzo ed a 25 milioni in Umbria, per poi chiudersi con gli aggravi minori registrati in Basilicata con 12 milioni, in Molise con 7 milioni e nella Valle d'Aosta con 4 milioni di euro. Malissimo anche a livello provinciale, dove Venezia è all'ottavo posto nazionale con + 34 milioni in sei mesi (rispetto lo stesso semestre dell'anno scorso) e un + 14,9%. Per un confronto a livello di provincie, la classifica dell’extracosto stilata in base ai dati sui prezzi dell’energia rilevati e disponibili per 78 capoluoghi di provincia, vede in testa Roma con un esborso aggiuntivo a carico delle famiglie pari a 123 milioni di euro e un aumento dei prezzi dell’energia riferito al territorio del +9,5%. Milano segue in seconda posizione con 116 milioni di euro di rincaro e una crescita dei prezzi del +12,6%, poi Torino con 75 milioni di euro, Napoli con 63 milioni e Verona con 42 milioni. “Una situazione drammatica – conclude Martin – che oltre a pesare sulle famiglie qui in provincia di Venezia sta mettendo sotto pressione tutte le imprese e soprattutto settori energivori e delicati come quelli del vetro. Non so cosa stiano aspettando l'Europa e il Governo a tassare gli extraprofitti delle multinazionali, prima che mandino in rovina il Paese e i cittadini, visto che si sta avvicinando la stagione fredda e i prezzi, alimentati dalla speculazione, saliranno ancora, facendo rialzare i costi di tutto, dal cibo all'acqua a qualsiasi altra cosa che deve essere lavorata, trasportata o erogata. Un disastro”

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