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Imprese artigiane veneziane: 7 milioni in welfare e premi per i lavoratori

01 Settembre 2026

Fino a sette milioni di euro per quasi 14mila lavoratori. A tanto ammonta l'importo di welfare e premi aziendali di risultato che, complessivamente, i titolari delle imprese artigiane della meccanica, edilizia, legno e comunicazione, (ai quali nel 2027 si aggiungeranno anche alimentazione e moda, e altri ancora) nell’area Metropolitana di Venezia destineranno nel 2026 ai propri dipendenti in più rispetto alla busta paga. Un bonus ottenuto grazie al rinnovo dei contratti integrativi regionali tra Confartigianato, le altre associazioni artigiane ed i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil.

Facendo una stima e dividendo l'intero importo per i lavoratori attivi nelle diverse categorie artigiane emerge che il premio medio per dipendente va dai 600 euro ai 180 euro annui per lavoratore. Considerando che il compenso annuo lordo degli artigiani oscilla tra i 22 e i 25 mila euro, il valore del welfare non supera mai il 2% della paga, ovvero 40 euro mensili.

“Un risultato frutto della volontà di Confartigianato e delle altre associazioni artigiane di riconoscere un salario territoriale più alto di quello nazionale, perché legato alla produttività -commenta Siro Martin, presidente Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia-. Gli aumenti si applicano, infatti, solo nelle imprese che abbiano centrato i risultati di crescita previsti e che quindi, raggiungendo le condizioni di produttività, sono in grado di sostenere il costo degli aumenti contrattuali”.

Grazie ai CCRL sottoscritti, sono ora previsti importi lordi a titolo di premio che diventano quasi tutti netti nelle tasche dei dipendenti. Infatti, solo su tali cifre da quest’anno, la trattenuta Irpef è scesa all’1% contro quella minima del 23%. I premi sono legati al miglioramento incrementale di alcuni indicatori misurati in azienda, come il volume d’affari Iva e l’aumento del numero di dipendenti nel confronto tra gli anni di riferimento previsti. Nel caso in cui gli indicatori stabiliti non siano raggiunti, l’azienda non deve riconoscere il premio. Per quanto riguarda invece gli importi a titolo di welfare gli stessi equivalgono a potere d’acquisto effettivo per beni o servizi (es. buoni acquisto spesa, carburante, altro).

“Grazie alle straordinarie relazioni sindacali del mondo artigiano agevolate da un sistema di Enti Bilaterali molto efficiente -sottolinea Martin- abbiamo vinto la scommessa di inserire anche nei nostri Contratti Collettivi Regionali Lavoro istituti contrattuali ad oggi considerati appannaggio solo della grande impresa”.

Gli attuali contratti territoriali artigiani, nella nostra provincia, interessano circa 14mila lavoratori suddivisi nei comparti della meccanica, edilizia, legno arredo, comunicazione e oltre 3mila imprese artigiane. Altri 22mila dipendenti di altri settori sono in attesa di ricevere, dove già previsto, o di negoziare tali vantaggi per i prossimi anni, per arrivare a coprire l’intero mercato del lavoro artigiano della provincia di Venezia per un totale previsto di 25.242 dipendenti distribuiti in 5.847 aziende.

Il premio medio per dipendente va dai 622€ all’anno per l’edilizia, ai 455€ del legno arredo, ai 280€ per la meccanica e i 180€ della comunicazione. L’importo medio annuo di welfare per dipendente si attesta a 250€ per la comunicazione e 200€ per la meccanica. Il complesso dei premi e welfare aziendale può arrivare sino a 4,2 milioni di euro per la meccanica, 2 milioni per l’edilizia, 612mila per il legno arredo e 221 mila euro per la comunicazione.

“Bonus in busta paga -conclude Siro Martin- che saranno sicuramente investiti nel nostro territorio per l’acquisto di beni e servizi, fungendo così da volano per l’economia locale. La capacità di attrarre giovani e nuovo personale nel mercato del lavoro dell’artigianato e di fidelizzare quello già in forza passa anche da scelte contrattuali innovative come queste. L’impegno è quello di gettare le condizioni per rivedere le politiche retributive della micro impresa agganciandole oltre i minimi del CCNL, sempre di più a produttività e a favorire il benessere dei lavoratori che, insieme al saper far dell’artigiano, costituiscono la garanzia di sopravvivenza e successo del nostro settore”.

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