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Una legge per Venezia Martin: sia l’occasione di aprire un “cantiere” di riflessione su come coinvolgere tutto il territorio metropolitano

16 Settembre 2025

Uno statuto che preveda Venezia capitale è di certo un riconoscimento ulteriore che potrebbe aiutare ad una migliore gestione di una città unica al mondo come il Centro Storico ma, il dibattito politico che si è innescato con questa proposta non può, e non deve, perdere l’occasione di aprire un “cantiere” di riflessione su come coinvolgere tutto il territorio metropolitano che, questo sì, “soffre” la mancanza di un vero governo e di risorse.

Pensata già dagli anni '70 infatti, la Città Metropolitana di Venezia ha iniziato ufficialmente le sue funzioni il 1° gennaio 2015, subentrando alla ex Provincia di Venezia grazie alla cosiddetta Legge Delrio. L'obiettivo era di creare un ente in grado di governare in modo più efficace un'area vasta e complessa, caratterizzata da interconnessioni economiche, sociali e infrastrutturali, superando la tradizionale distinzione tra città storica e territorio circostante, ma con successi altalenanti.

Benissimo quindi a una “legge” che tuteli Venezia ma si individui anche come interconnetterla, aumentare le sinergie, non isolarla. La questione è semplice; può valere la stessa regola per un artigiano della città di Venezia o della Terraferma? Ci sono le stesse dinamiche di un artigiano di Mestre o di Spinea o della Venezia Orientale? Sicuramente no, perché quello che vale per la città d’acqua non può valere per la terraferma.

La mia idea è di una città di Venezia con un respiro metropolitano, perché come ha ribadito anche l'ex sindaco Paolo Costa, è nello sviluppare le opportunità che si aprono nuovi percorsi di crescita sostenibile e resiliente. Il tutto senza contare il corto circuito amministrativo; un sindaco di una città con poteri quasi da commissario per una parte di essa, come potrà poi amministrare usando invece poteri ordinari e quindi molto più limitati, un territorio molto più vasto, diverso, ma non meno complesso e indispensabile al Centro Storico stesso?
Limitandosi a dare poteri speciali ad area ristretta rischia di spingere sempre più ai margini delle scelte politiche e amministrative proprio quella parte di città che ha invece bisogno di attenzione e di interventi infrastrutturali, demografici e abitativi.

E, dato che quest’anno, Confartigianato Metropolitana Venezia compie 80 anni, è nostra intenzione celebrare i nostri “primi” otto decenni di storia, impegno, e dedizione al fianco delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese veneziane, promuovendo pder i primi di novembre un evento per i nostri dirigenti, Parti Sociali ed Istituzioni, dedicato proprio ad un confronto sul futuro della nostra Città Metropolitana.

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Alla conferenza stampa erano presenti anche Siro Martin, Presidente Confartigianato Venezia città metropolitana e Matteo Masat, direttore di Confartigianato Venezia che ha accompagnato il percorso di candidatura del Vetro di Murano e del Merletto di Burano verso la certificazione IGP.

Masat ha evidenziato come il nuovo impianto normativo presenti aspetti tecnici particolarmente complessi e richieda un forte lavoro di accompagnamento delle imprese.

“La norma è articolata e innovativa: proprio per questo le imprese devono essere aiutate a interpretarla correttamente e a costruire dossier solidi e coerenti con i requisiti europei. In questo percorso il supporto delle associazioni di categoria è fondamentale, sia sotto il profilo tecnico sia nella costruzione di una visione condivisa di tutela e valorizzazione delle produzioni territoriali”.