TANTI TURISTI MA SPESA IN CONTRAZIONE. QUASI META' DEL BUDGET BRUCIATO DALLE SPESE PER L'ALLOGGIO. CONFARTIGIANTO RILANCIA SULLA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO CON L'ARTITURISMO
Termometro ballerino sui parametri del turismo. In provincia di Venezia aumentano gli arrivi, aumentano le presenze ma anno dopo anno i turisti spendono sempre meno per tutto tranne per una cosa: l'alloggio, i cui costi, da soli, bruciano quasi la metà del budget vacanze a disposizione. “Per il Veneto e l’area metropolitana di Venezia, la voce “turismo” è di straordinaria importanza - commenta Siro Martin Presidente di Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia - ma va studiata e analizzata per essere governata e migliorata. Da un lato, ad esempio, i 600 milioni di euro investiti nel trasporto locale delle regioni vanno bene, perchè supportano il trend in crescita del turismo orientato verso destinazioni alternative alle località tradizionali, come le aree interne e montane, l'undertourism, e che prediligono anche momenti esperienziali con visite ai laboratori artigiani, ad aziende e siti produttivi. Dall’altro la riduzione del 10% in un anno del valore medio delle transazioni passato dai 48 euro medi del 2024 a 44 euro l'anno successivo) è un segnale su cui riflettere. Inoltre anche il “peso” dell’alloggio è un dato importante che rischia di penalizzare l’economia reale a favore delle rendite patrimoniali”. A fare la radiografia turistica del territorio, nell'attesa dei prossimi dati 2026, è l'Ufficio studi della Confartigianato, che se da un lato conferma l'attrattività dei nostri territori: in provincia, nel 2025, ci sono stati 6 milioni di arrivi (11 milioni in tutto il Veneto) e ben 27 milioni di presenze (47 milioni in Veneto), dati che confermano Venezia e il suo litorale al top tra le province venete, dall'altro fotografa un calo delle ricadute economiche sul territorio. Un po' di numeri per capire. Dati alla mano il Veneto si conferma la principale regione turistica italiana, siamo al 15,3% degli arrivi e il 15,5% sulle presenze a livello nazionale. Provincia regina del Veneto è Venezia , sospesa tra terra e laguna, dove gli arrivi dal 2024 al 2025 sono passati da 5.889.391 a oltre 6 milioni (6.036.739). Crescono anche i pernottiamenti passati dai 26.439.331 del 2024 ai 27.063.143 del 2025, con una media di poco meno di 5 giorni di permanenza; la classica settimana di ferie. Sempre con riferimento alla stagione estiva, a fronte di una crescita delle presenze e degli arrivi c'è però un leggero calo del valore medio delle transazioni, passate dai circa 48€ del 2024 ai circa 44€ nel 2025, per una spesa totale in Veneto di 6,3miliardi di euro (l’11,1% del totale nazionale), dato in contrazione di -10,4% rispetto al 2024. Di questi miliardi il 45,3% si spende per le spese di alloggio che si mangiano metà budget, il 24% lo si spende per il cibo, quindi ristorazione, il 16% del budget viene dedicato allo shopping mentre il 9,5% al trasporto di passeggeri. Insomma un’entrata economica che alla fine, in provincia di Venezia, viene intercettata quota parte, anche dalle 3.893 aziende artigiane che qui sono direttamente coinvolte nella filiera lunga del turismo sotto varie forme; dalle attività manifatturiere e dei servizi che contano 866 imprese, seguite dall’Abbigliamento e calzature con 539 imprese, il Trasporto persone con 1.203 imprese, la ristorazione tra locali e pizzerie con 463 imprese, l’Agroalimentare con 382 imprese, i Bar, caffè, pasticcerie con 281 imprese, le Attività ricreative, culturali, intrattenimento con 35 imprese e i prodotti editoriali e comunicazione con 124 imprese. “Il nostro territorio – conclude Martin– è una straordinaria rete di città d’arte ma anche borghi, aree interne e collinari, comunità che custodiscono storia, cultura, biodiversità e competenze imprenditoriali. È qui che nasce l’ArtiTurismo, la nostra risposta all’overtourism, al consumo ‘mordi e fuggi’ sul nostro territorio. Un innovativo modello di accoglienza diffusa che trasforma le botteghe artigiane in luoghi di esperienza, scoperta e valorizzazione del territorio, e crea un turismo diffuso, sostenibile e a misura d’uomo che mette al centro gli artigiani, le loro botteghe, la loro storia e quella delle piccole imprese tipiche, creando ulteriore volano economico e accrescendo la reputazione turistica del territorio ampio”.
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