Export: crescita a due cifre della la provincia di Venezia. Nel 1 semestre di quest'anno ha esportato per oltre 4 miliardi
Avvio d'anno in area positiva per l'export manifatturiero della provincia di Venezia che nel primo semestre ha esportato tra Europa e resto del mondo beni per oltre 4miliardi di euro. A dirlo sono i recentissimi dati del Centro Studi della Confartigianato, che vedono la nostra provincia al primo posto come maggior incremento dell'export nel 2026, con una crescita del +44,6%, risultato al top della classifica veneta visto che poi seguono Padova con un +3,4%, Vicenza con un +2,3%, Belluno con un +1,8% e poi in area negativa Rovigo con un -3,3%, Verona -2,6% e Treviso -1,2%. Prima di spiegare il perché della crescita a due cifre della provincia di Venezia scopriamo il valore economico di questi dati percentuale del 2026. Per milioni di euro d'export, prima di Venezia che nel primo semestre di quest'anno ha esportato per oltre 4 miliardi ci sono la provincia di Vicenza con 11 miliardi, quella di Verona con 6,9 miliardi, di Treviso con 7,5 miliardi, Padova con 6,7 miliardi, Venezia con 4 miliardi e 72 milioni seguita da Belluno con 2,6 miliardi Rovigo - sotto il miliardo – con 777 milioni. I dati più interessanti per le nostre merci ei nostri prodotti nei mercati mondiali arrivano dal confronto con i semestri passati e soprattutto con l'incremento dell'export che vede la nostra provincia, assieme a quella berica in zona positiva sia nell'export in Europa che nel mondo. A Venezia nel primo semestre 2026 l'export in zona euro è salito ad 1 miliardo e 800 milioni con un balzo del +2,9% rispetto al 2025. Stessa cosa per l'export nel resto del mondo che – sempre nel primo semestre di quest'anno – ha visto esportare beni per 2,272 miliardi di euro, crescendo il tripla cifra percentuale con un +112,9% rispetto al semestre dell'anno precedente. “A generare questo salto così marcato nei dati ufficiali extra Europa di questo primo semestre c'è la cantieristica – spiega il presidente della Confartigianato Imprese Città Metropolitane di Venezia Siro Martin – nello specifico le commesse verso gli Usa della Fincantiari, che hanno generato e dati e volumi economici maggiorati”. Di fatto, al netto della cantieristica pesante, quindi tolte le commesse Fincantieri, che comunque in filiera coinvolgono moltissime imprese artigiane del territorio, il nostro export semestrale passa da 4miliardi e 72 milioni a 2 miliardi 784 milioni. Dato in euro quest'ultimo - purificato dalle commesse navali - comunque in crescendo del +1,7% rispetto l'export nel mondo nel primo semestre del 2024 e del +3,3% rispetto al primo semestre del 2025. “La cantieristica navale pesante – puntualizza Martin - rappresenta un unicum del nostro tessuto economico, ma comunque i segnali favorevoli per l'intero tessuto ci sono eccome; anche al netto della cantieristica i dati rimangono positivi ed in crescita”. Guardando gli scacchieri geografici non toccati dall'export navi Usa,in Europa rispetto al semestre precedente l'export veneziano è cresciuto del +2,9%. E' cresciuto del +26,3% nel Mercosur, ovvero l'intera America Latina. Ed è cresciuto del 441% negli Usa dove il primo semestre 2025 valeva 256,5 milioni di euro passati a 1 miliardo e 436 milioni con le navi. E' calato del -21,3% invece verso il Medio Oriente, a causa dei disastrosi conflitti in corso, pesando soprattutto sulla moda ei prodotti di lusso. Curiosità del mercato la Cina. Altalenante. Passata dai 97.900 milioni di euro in merci comprate nel 2024, ai 24.825 milioni di euro del 2025 al quasi raddoppio di export dal veneziano arrivato nel primo semestre del 2026 a 49.596 milioni di euro. Cosa comprano? Per loro in Veneto i macchinari ed apparecchiature rappresentano il principale settore d'esportazione (19,6% del totale export verso la Cina) seppur con una flessione del -23,4% su base annua. Contrazioni significative anche per le altre industrie manifatturiere (-27,0%), le apparecchiature elettriche (-29,8%) e prodotti alimentari (-23,4%). Di converso, risultano in forte crescita la farmaceutica, che registra un vero e proprio exploit passando da11,4 milioni di euro agli attuali 37,5 milioni di euro, affiancata dal buon momento dell'abbigliamento (+30,0%), dei prodotti in metallo (+32,1%) e dei computer ed elettronica (+41,4%).
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